Il ritrovamento di una vecchia sporta di spago tra le cose di casa conservate dal fratello Silvano scomparso fa riemergere in Romeo Seccamani una serie di ricordi, flashback, sensazioni e riflessioni concatenate che lo riportano al tempo dell’infanzia e della prima giovinezza, ai luoghi e alle persone care. Egli intesse episodi collettivi a ricordi personali, descrive affetti, personaggi e luoghi in un lungo discorso amoroso: il padre, la casa, il paese diventano entità mitiche, fuori dal tempo.
Il suo linguaggio è suggestivo, ricco di colori, di minuziosi dettagli, a metà tra prosa e poesia. Eppure non si tratta solo di ricordi personali, si respira infatti la ricerca continua dell’uomo sul significato del suo essere al mondo, sulla potenza degli affetti e delle emozioni che permangono in noi nel tempo.
Un racconto maturato durante il periodo del Covid 19, che pur nella consapevolezza della tragicità dell’evento lascia nel lettore un ampio messaggio di speranza.





