Questo libro ricostruisce la “trappola nazista” forse più riuscita nella storia. Una trappola ancora efficiente poiché i suoi obiettivi persistono a distanza di ottant’anni: l’inganno non è stato infatti ancora percepito come tale e ha, a tutt’oggi, impedito di onorare convenientemente la più autorevole figura partigiana della Valle Camonica, il colonnello alpino Raffaele Menici.
Il “capolavoro infernale” consistette nell’ucciderlo, in circostanze tali da far subito credere ai Garibaldini che la responsabilità dell’omicidio fosse addossabile alle Fiamme Verdi, rendendo così impossibile l’unificazione del comando militare partigiano in Valle. L’uccisione, infatti, scatenò, fra le forze resistenziali, una polemica non ancora sopita.
Questo volume non rivela nuove prove, ma compie una disamina di quelle finora prodotte per chiarire fatti finora rimasti inspiegati, basandosi su di una prospettiva storicamente coerente che si sforza di attribuire a ciascun attore di questa tragica vicenda la sua giusta parte.





