Così ha inizio la storia dei Salesiani a Brescia, di cui festeggiamo il centenario. Purtroppo nella precarietà dell’iniziale sistemazione il quaderno della cronaca è andato perso, come ci dice l’incipit del registro attualmente in possesso dell’Opera di Brescia: ci sono ignote quindi le peripezie dei primi mesi.
Le prime annotazioni recano la data del 3 marzo 1926; la cronaca si interrompe però bruscamente alla fine dello stesso anno, salvo poi proseguire su quaderni sparsi, riteniamo più facilmente occultabili. L’interruzione, presumiamo, fu dovuta al cambiamento del clima politico in Italia che anticipa quanto verrà istituzionalizzato qualche anno dopo con la chiusura da parte del regime fascista di tutte le organizzazioni cattoliche (FUCI, Azione Cattolica, Gioventù Cattolica…).
Significativa in proposito la lettera che l’allora Mons. Giovanni Battista Montini, assistente nazionale della FUCI, scrisse alla fine di maggio del 1931 ai genitori a Brescia: «Carissimi, come saprete, le nostre associazioni giovanili oggi sono state sciolte. Anche la FUCI. L’intimazione avvenne verso le due e mezzo nel nostro povero, misero ufficio, dove s’era tanto lavorato. Eravamo Righetti e io, quasi per caso riusciti a incontrarci lassù, dopo che analoga intimidazione era stata fatta alla Gioventù Cattolica. Rovistarono ogni cosa per una perquisizione, ma che cosa possono trovare di cattivo tra le nostre povere carte? Il palazzo era pieno di agenti di Questura e Carabinieri. Da dieci giorni ci eravamo quasi abituati a questa strana compagnia. Poi siamo andati a San Pietro, noi due soli. Ci siamo incontrati con alcuni amici. Nessun smarrimento d’animo; ma quanta pena. Quale umiliazione per il nostro Paese!
Arrivano dappertutto notizie di gravissimi oltraggi alle opere nostre e a molte persone delle nostre file.
A Roma c’è una calma pesante, e non pare vi siano nuovi disordini. Mi si dice che il Santo Padre abbia avuto commozione fino al pianto a queste notizie ma che dimostri una forte e consueta chiarezza di comando. Tutti si ha la sensazione che qualche cosa di terribile prima, di provvidenziale poi sta per accadere. Speriamo sempre e preghiamo».
I superiori salesiani, probabilmente, non volevano restassero tracce che l’ormai invadente regime avrebbe potuto usare contro l’Ordine, magari per aver ospitato o avuto come consulente qualche persona non gradita alle alte gerarchie fasciste.
Nella nostra ricerca abbiamo scelto di mettere a disposizione degli Amici dell’Opera Salesiana di Brescia la storia che racconta gli albori della Casa, riproducendo quanto più fedelmente possibile le usurate pagine del registro. (dall’introduzione di Carlo Biatta e Maurizio Zanini).
Il ricavato di questo volume, realizzato grazie alle donazioni di Amici dellʼOpera Salesiana di Brescia, sarà destinato a favore della Caritas della Parrocchia Don Bosco di Brescia.
Dalle parole all’opera
€ 10,00
Spedizione gratuita per l'ItaliaCronaca della Casa Salesiana di Brescia 1925-1927
| Autore | AA. VV. |
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